CyberPunk city street by KlausPillon (deviantArt)
CyberPunk city street by KlausPillon (deviantArt)

Il Cyberpunk.

Che cos’è il cyberpunk?

Richiamate alla mente una delle numerose immagini presenti nei film di fantascienza (meglio se pura e hollywoodiana) mainstream, una di quelle immagini di città dalle atmosfere luminose e cristalline, tempestata di mezzi di trasporto volanti e ogni tipo di comodità tecnologica, quella fantascienza e quel futuro radiosi e felici, in cui tutto sembra un sogno.

Ecco, ora accantonate quel futuro e quelle immagini così felici, pensate invece ad un futuro parallelo, a quello in cui più che servirci della tecnologia ne siamo schiavi, in cui la luce, la prosperità e le comodità sono al contrario buio, decadenza, sporcizia, fumo.

Immagine dal manuale di Cyberpunk 2020 RPG
Immagine dal manuale di Cyberpunk 2020 RPG

Pensate all’altro mondo che potrebbe aspettarci, forse proprio quello che vi aspettate e temete di più, forse proprio quello che esercita su di voi un sinistro fascino e una irresistibile attrazione. Un mondo in cui l’uso della tecnologia è diventato ossessione pura, e l’uomo si fonde con la macchina sfruttando il suo corpo con (a dir poco paradossale) futuristica primitività.

Primitività, decadenza, tecnologia, sì, ma anche droghe, reti virtuali oltre-internet, Yakuza (mafia giapponese), vestiti più vintage che attuali eppure incredibilmente all’avanguardia, monitor di vecchia generazione usati come workstation futuristiche dalle infinite risorse, cavi, dischetti, antenne e tutto ciò che di più old-style eppure di così terribilmente affascinante e nostalgicamente fantastico potete immaginare.

Informatica, meccanica, elettronica. Questo è il Cyberpunk, letterario, cinematografico, videoludico o artistico che sia. Il mondo cyberpunk non è semplice fantascienza, è molto più verosimilmente decadente e negativo, e quelle cupe atmosfere da film noir, proiettate in un futuro dal gusto retrò, non possono che generare quell’aura di nuovo “romanticismo” che pervade l’intero movimento cyberpunk.

Da un lato il cyber, l’universo virtuale del cyberspazio, della matrice, la “Rete del futuro”; dall’altro il punk, la ribellione verso i poteri forti, le multinazionali (le “zaibatsu”), i governi in mano ad esse. Hacker e intelligenze artificiali (IA), cyborg e forze dell’ordine robotizzate. Il futuro cyberpunk è un perenne terreno di scontro, virtuale e reale.

 

Il Post-Human.

Che cos’è il post-human?

In musica il prefisso “post-” (p.e. “post-rock”) indica un superamento dei canoni del genere, spesso sia stilistico che tematico, per il quale è dunque necessario definirne nuove caratteristiche identificative; allo stesso modo, il termine post-human è stato coniato per esporre concetti legati ad un’ipotetica umanità futura.

Una umanità talmente sviluppata – o, per meglio dire, cambiata – da non poter più essere considerata appartenente alla nostra attuale specie di esseri viventi (e quindi nemmeno essere identificata come Homo Sapiens Sapiens), bensì ad una nuova civiltà.

Allo stato attuale delle cose, è solo possibile immaginarne i tratti caratteristici, legati sì alla natura di uomini quali siamo oggi ma altrettanto diversi e non riconducibili agli stessi concetti essenziali (p.e. la differenza di genere, maschile o femminile, potrebbe non sussistere).

posthuman_evolution_cyberpunk-italia

Detto questo, dovrebbe essere subito chiaro il legame che esiste tra il post-human e le correnti culturali/artistiche che ruotano attorno al cyberpunk. Esse riguardano, in maniera molto generica, il futuro prossimo del nostro pianeta e della nostra specie, e dunque anche un ipotetico sviluppo di post-human.

Alla luce del progressivo e innegabile aumento della popolazione della Terra, è facile immaginare, con catastrofico realismo, un mondo soffocato dai suoi stessi abitanti, in cui saranno gli ammassi di abitazioni e di insediamenti industriali a costituire agglomerati urbani ininterrotti e privi di aree verdi.

Ragionando di questo passo, è facile ipotizzare anche future catastrofi e disastri naturali che potrebbero potenzialmente mutare in maniera drastica le condizioni di vita e l’esistenza stessa degli esseri viventi presenti sul nostro pianeta, primo fra tutti l’essere umano.

Tutto ciò, in perfetta sintonia con la visione cyberpunk-decadente del futuro, è la principale fonte di ispirazione di teorie e prodotti artistico-letterari riguardanti il post-human.

 

Gli Hacker.

Chi sono gli hacker?

hacker_cyberspace_cyberpunkNell’immaginario cyberpunk (pensiamo a Neuromancer di William Gibson) gli hacker sono i cowboy del cyberspazio, personaggi spesso combattuti e immersi nel vorticoso e pericoloso mondo della rete, non di rado programmatori freelance immersi nell’illegalità, che vivono grazie alle proprie capacità e al proprio coraggio nei confronti di rischi virtuale e reale.

Gli hacker sono continuamente minacciati sia dalle autorità legali che da associazioni illegali (come la Yakuza, mafia giapponese di cui sovente si sente parlare nei prodotti di cultura cyberpunk) e multinazionali, attraverso organi di polizia, sicari o personaggi dotati di particolari “potenziamenti” (magari innesti meccanici usati come armi).

Ciò che è certo, è che la vita degli hacker non è mai tranquilla, e meno ancora piatta e monotona. Tra rischio di morte o di galera a vita, euforia per il successo, dubbi più o meno angoscianti, fughe di fronte al crimine, servigi offerti sia ad ideali che al denaro, un hacker non ha quasi nemmeno il tempo di dormire.

Genio dell’informatica, abile utilizzatore e spesso progettatore di apparecchiatura elettroniche e meccaniche, passa la maggior parte del suo tempo connesso all’interno del cyberspazio, della rete virtuale, di un mondo di Internet del futuro. Nel decadente Far-West delle città cyberpunk, l’hacker è un cowboy che insegue la libertà a costo di morire.

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