Attack of the Cyber Octopuses: recensione del film cyberpunk di Nicola Piovesan

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Finanziato in crowdfunding tramite campagna Kickstarter, Attack of the Cyber Octopuses si presenta come un fresco esempio di cortometraggio cyberpunk underground, ricco di citazioni, ironia, non privo di interessanti spunti di riflessione e dall’atmosfera cupa e avvolgente.

Titolo: Attack of the Cyber Octopuses

Regia: Nicola Piovesan

Cast: Edoardo Lomazzi, Triinu Paomets, George Benjix, Steve Vanoni, Börje Lundberg.

Colonna sonora: Andrea Ragusa

Genere: CyberpunkFantascienza.

Anno: 2017

Trama: Neo-Berlin, 2079. Un’oscura città controllata dalle mega corporation dove l’unico modo per godersi la vita è costituito dal connettersi al cyberspazio. Una squadra di detective del cyberspazio sta investigando su una nuova minaccia: un esercito di polpi cibernetici che sta terrorizzando il governo.


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Il cielo sopra Neo-Berlin e i gamberetti elettrici.

Attack of the Cyber Octopuses è un film ricco di citazioni, alcune molto evidenti, altre più velate. Le più ovvie sono proprio Blade Runner e il romanzo di Philip Dick da cui quest’ultimo film cult cyberpunk è stato tratto: Do Androids Dream of Electric Sheep?. 

Il titolo di questo romanzo e l’incipit della Bibbia del cyberpunk scritta da William Gibson, Neuromancer, vengono ripresi ironicamente in alcune battute del film. L’intento, però, non è solo far sorridere gli appassionati del genere ma sembra essere anche quello di accogliere con coraggio e umiltà una pesante eredità sulle proprie spalle, per non snaturarne la direzione ma nemmeno volersi paragonare a tali capolavori. L’obiettivo del film, in fondo, pare essere proprio quello di essere originali con coerenza, senza uscire da quei corroborati e celebrati universi di fantascienza.

Potremmo citare anche Brave New World, Matrix, Ghost in the Shell, Strange Days, riferimenti a celebri aforismi di Karl Marx e discorsi altrettanto famosi di personaggi storici e politici (Wind of Change di Harold Macmillan, per esempio) per finire ironicamente con vecchi computer Amiga e Dragon Ball (per il visore di uno dei protagonisti del film, forse?) eccetera eccetera, ma lasciamo alla vostra curiosità e alla vostra attenzione il compito di citare tutte le citazioni.

Binary Trip, la droga del secolo.

Binary Trip . Attack of the Cyber Octopuses recensioneLa droga e il cyberpunk sono da sempre in connessione all’interno di una stessa matrice. Sono rari i prodotti di cultura di questo genere privi di un qualche riferimento a droghe reali, virtuali o meglio ancora neurali responsabili di distogliere l’attenzione dell’abitante medio-basso dalle oscure manipolazioni delle corporation.

Futuro distopico? Forse, ma Attack of the Cyber Octopuses suggerisce in modo esplicito e inquietante come non esista una dimensione temporale libera da illusioni, distorsioni della realtà, complessi meccanismi di manipolazione della coscienza collettiva e, appunto, droghe.

La nostra modernità è piena di droghe e metodi alienanti di non-pensiero; il cyberpunk lo grida a gran voce da decine di anni e a questo grido, ora, si è unita anche la voce di Attack of the Cyber Octopuses. Nel film si parla di Binary Trip, una droga assunta tramite visore VR che frigge il cervello e non fa pensare, non fa vedere la reale natura delle corporation e nemmeno la propria. Un modo per uscire dal reale, perdersi nel virtuale e restare sotto il controllo delle multinazionali.

Le nostre anime, come stringhe infinite di codice binario, perse nel cyberspazio.
(explicit del film)

Questo mondo è marcio, apri gli occhi.

Signore dei Polpi - Cyberpunk Italia - Attack of the Cyber Octopuses RecensioneIl titolo di questa sezione è una frase pronunciata dal misterioso signore dei pupazzi polpi elettrici, tanto penetrante quanto una scarica di proiettili laser (che nel film, a proposito, non sono proprio bellissimi) nell’addome. C’è da chiedersi, perché proprio la parola marcio? Curiosamente, proprio la parola scelta (anche se in inglese) da un recente romanzo cyberpunk italiano (Rotten, di Luca Grandicelli, recensito qui) con cui questo film non ha alcun legame apparente ma che, forse, proprio in questa parola trova con esso una stabile connessione ideale. Perché definire “marcio” un distopico futuro cyberpunk (o il nostro inquietante presente)?

Quella che potrebbe sembrare una deviazione linguistica che poco ha a che vedere con questa recensione, in realtà è il succo di gran parte dell’attuale cultura cyberpunk. Marcio è la parola più giusta per definire il presente futuro che oggi immaginiamo con la coscienza cyberpunk del passato. Non bastano più i termini distopico, oscuro, opprimente, ipertecnologico, freddo, spento, degenerato. Serve proprio marcio. Marcio come un frutto un tempo gradevole sotto ogni punto di vista sensoriale ma che oggi deve essere mascherato, offuscato, nascosto da un velo di realtà virtuale per celarne la sua natura ormai in inoltrata via di decomposizione.

Il messaggio di Attack of the Cyber Octopuses è il messaggio cyberpunk per eccellenza, ma vissuto con più umile riflessione e meno coraggiosa smania di ribellione. Come viene detto dal protagonista del film nel suo discorso finale, forse siamo nati per essere schiavi del sistema, in fondo chi non lo è davvero? E chi, soprattutto, ha davvero la forza di ribellarsi, rischiando, rinunciando, cambiando, lottando o addirittura… morendo?

Una somma binaria.

Attack of the Cyber Octopuses - recensioneAttack of the Cyber Octopuses è un film da vedere e rivedere più volte, non solo per cogliere e studiare tutte le citazioni inserite dal regista italiano Nicola Piovesan, ma soprattutto perché è uno dei più freschi esempi di cortometraggi cyberpunk che arrivano dall’underground, realizzato con grande cura della regia e della fotografia, finanziato dal basso, accompagnato da un’ottima colonna sonora (anche se molto tradizionalista in termini di cyberpunk) e dalla recitazione che denota grande professionalità del cast. 

Per ogni zero che si potrebbe dare ad alcuni aspetti di questo film – a partire dai polpi cibernetici, che non spaventano, sparano raggi laser poco convincenti e credibili (nel 2017) – c’è un uno che bilancia la situazione e porta la somma binaria di tutti gli elementi del film decisamente in positivo. In questa somma binaria, solo gli uno hanno valore, in fondo, e Attack of the Cyber Octopuses è un film che in una scelta binaria (tra 0 e 1, appunto) merita proprio di essere un 1, un film che non deve perdersi nel cyberspazio come stringhe di codice binario, ma deve essere sostenuto, trasformato in un progetto più completo, dettagliato e approfondito.


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Un ringraziamento speciale al team di Attack of the Cyber Octopuses per aver inserito il nostro logo nei ringraziamenti finali. Grazie a voi, e buona fortuna.

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